1975: La Rapina delle Pizze

Scritto da il 29 Agosto 2025

Esce l’attesissimo thriller di Kempes Astolfi: il mistero irrisolto della Technicolor diventa romanzo”

Cinquant’anni dopo i fatti, uno dei più affascinanti misteri del cinema italiano trova finalmente una voce narrativa. “1975: La Rapina delle Pizze”, il nuovo romanzo di Kempes Astolfi pubblicato da Aries Publishing, ricostruisce il clamoroso furto di 74 bobine cinematografiche avvenuto presso gli studi della Technicolor di Roma nella notte tra il 15 e il 16 agosto 1975.

Il libro, che verrà presentato in anteprima nazionale il 31 agosto a Terni presso l’Hotel Michelangelo, nasce da un’accurata ricerca storica condotta dall’autore, che ha intervistato testimoni diretti degli eventi. Tra questi, figura di spicco è Nicola Longo, ex agente infiltrato che ha fornito dettagli inediti sulla vicenda.

“Sono molto emozionato per questo lancio e per la Limited Edition che è un gioiellino a tiratura limitata”, dichiara Kempes Astolfi. La versione Limited Edition, pubblicata da Aries Publishing, rappresenta infatti un vero oggetto da collezione: copertina rigida con nobilitazione tipografica, tiratura limitata di sole 1975 copie numerate a mano, segnalibro realizzato con vera pellicola cinematografica e una sezione speciale con documenti d’epoca.

  Il romanzo intreccia due piani temporali: gli eventi del 1975 e le ricerche contemporanee del giovane Cosmo Cancelli, che indaga per un documentario universitario. Una struttura narrativa che permette di esplorare non solo i fatti dell’epoca, ma anche le loro conseguenze nel presente.

La storia coinvolge personaggi reali del cinema italiano: Federico Fellini durante il montaggio del Casanova, Pier Paolo Pasolini negli ultimi mesi di vita mentre lavora a Salò, e figure come Alberto Grimaldi, Terence Hill e Maurizio Abbatino. Un cast stellare per un mistero che ha tutti gli ingredienti del perfetto thriller.

Il romanzo è già stato opzionato per la realizzazione cinematografica dalla Hermes Production di Cristiano Sebastianelli e dalla TOS di Andrea Bifolco, confermando il potenziale transmediale della storia.

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